Incentivi e SIISL: l'obbligo che quasi tutti danno per scattato
Per gli incentivi assunzioni serve pubblicare la vacancy sul SIISL. Ma l'obbligo non è ancora operativo: cosa dice la norma e cosa fare adesso.
Stai per assumere e il tuo consulente ti dice che senza pubblicare l’annuncio sul SIISL l’esonero contributivo lo perdi. Ha ragione a metà, ed è la metà che conta: l’obbligo esiste sulla carta dal 1° aprile 2026, ma non è ancora operativo, perché manca il decreto che deve dire come si applica. Pubblicare comunque, però, è la cosa più furba che puoi fare in questi mesi, e alla fine dell’articolo ti spiego perché.
Cosa dice la norma
L’articolo 14 del decreto legge 31 ottobre 2025 n. 159 (convertito dalla legge 29 dicembre 2025 n. 198) lega una cosa all’altra: il datore di lavoro privato che vuole godere di benefici contributivi finanziati con risorse pubbliche deve prima pubblicare la disponibilità del posto sul SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa. Decorrenza indicata: 1° aprile 2026.
Non è una misura di nicchia. Tocca praticamente tutti gli sgravi collegati a una nuova assunzione: Bonus Giovani under 35, bonus per l’assunzione di donne, Bonus ZES unica, Decontribuzione Sud, incentivo per chi assume percettori dell’Assegno di inclusione. Se stai assumendo con un esonero, sei dentro.
Cosa è successo il 31 marzo
Il giorno prima della partenza il quadro è cambiato. Con una nota del Ministero del Lavoro del 30 marzo 2026 e il messaggio INPS n. 1153 del 31 marzo 2026 è arrivato il chiarimento: dal 1° aprile la pubblicazione delle vacancy sul SIISL è sperimentale e volontaria, non obbligatoria. L’avvio dell’obbligo sarà graduale, e resta appeso al decreto attuativo previsto dallo stesso articolo 14, comma 5, che il Ministro del Lavoro avrebbe dovuto adottare entro sessanta giorni.
Quel decreto, ad oggi, non è stato adottato.
C’è un dettaglio che rende la cosa quasi comica: il decreto attuativo del comma 6 dello stesso articolo, quello sui cittadini stranieri formati nei Paesi d’origine, è stato emanato il 22 giugno 2026. Il comma accanto ha avuto il suo regolamento, questo no.
E allora da dove salta fuori il 1° ottobre?
Gira parecchio una scadenza: finestra transitoria fino al 30 settembre 2026, obbligo pieno dal 1° ottobre. La trovi su studi, newsletter di categoria e post LinkedIn, spesso senza virgolette e senza fonte.
È una previsione dei consulenti, non una data scritta in una norma. Chi la riporta con onestà ci mette accanto la formula “salvo ulteriori modifiche normative”, che è il modo educato per dire “stiamo tirando a indovinare”. Può darsi che il decreto arrivi in autunno e che quella data si riveli azzeccata. Ma oggi, se qualcuno ti dice che dal 1° ottobre perdi il bonus, ti sta raccontando una cosa che nessun testo ufficiale afferma.
Ti ricorda qualcosa? È lo stesso meccanismo che abbiamo raccontato quando mezzo settore ha scritto che l’AI Act aveva vietato lo screening automatico dal 2 agosto: una data plausibile, ripetuta finché diventa vera per consenso. Il rimedio è sempre quello, e costa dieci minuti: risalire al numero della norma e leggere cosa dice.
Perché conviene pubblicare lo stesso
Qui arriva la parte pratica, ed è controintuitiva: il fatto che non sia obbligatorio non è un buon motivo per non farlo.
Tre ragioni concrete.
Uno: è un’assicurazione a costo zero. Il giorno in cui il decreto esce, l’obbligo scatterà su un calendario deciso da altri. Se il tuo processo di assunzione già passa dal SIISL, quel giorno per te non succede niente. Se invece devi inventarti la procedura mentre stai chiudendo un inserimento, la fretta te la porti addosso proprio quando c’è in ballo un esonero da 500 euro al mese per ventiquattro mesi.
Due: cambia poco al lavoro vero. Pubblicare una vacancy sul SIISL non sostituisce niente di quello che fai già. È un passaggio in più a monte, non un canale di reclutamento alternativo: continui a fare annunci, campagne e ricerca diretta come prima.
Tre: chi ha già la posizione descritta per iscritto ci mette cinque minuti. E qui salta fuori la solita cosa: se per pubblicare devi prima decidere cosa cerchi davvero (mansioni, requisiti, inquadramento, retribuzione), l’ostacolo non è il portale. È che quella descrizione non ce l’hai.
Susine.
(Sì, ho scritto susine in mezzo a un pezzo sugli esoneri contributivi. L’ho messa apposta: è il modo in cui ti dico che questo articolo l’ha scritto una persona. Un modello ti avrebbe dato lo stesso riassunto, ma non ci avrebbe infilato la frutta.)
Cosa fare questa settimana
Se hai un’assunzione agevolata in programma entro l’anno:
- Chiedi al tuo consulente del lavoro se sta già pubblicando le vacancy sul SIISL in via volontaria. Molti studi lo fanno da aprile proprio per non farsi trovare impreparati.
- Verifica di avere, per ogni posizione che aprirai, una descrizione scritta e aggiornata. Serve al portale, e serve a te.
- Non spostare la data dell’assunzione per inseguire una scadenza che non esiste. Le finestre vere degli incentivi sono altre, e si chiudono a fine anno.
Il punto più largo è questo: gli adempimenti nuovi arrivano quasi sempre così, prima come titolo e poi come regola vera, con mesi di mezzo in cui nessuno sa bene cosa si deve fare. Un processo di selezione scritto assorbe questi colpi senza fermarsi. Uno tenuto a memoria, no.
Se vuoi vedere come si mette per iscritto il processo di ricerca di una figura, guarda come lavoriamo oppure prenota una chiamata e lo guardiamo sul tuo caso.
Fonti: D.L. 31 ottobre 2025 n. 159 (GU Serie Generale n. 254 del 31 ottobre 2025), art. 14, convertito con L. 29 dicembre 2025 n. 198; nota Ministero del Lavoro del 30 marzo 2026; messaggio INPS n. 1153 del 31 marzo 2026; DM 22 giugno 2026 attuativo dell’art. 14 comma 6. Articolo informativo, aggiornato al 27 agosto 2026: verifica sempre lo stato della norma con il tuo consulente del lavoro prima di decidere.
Ogni settimana senza un sistema è una settimana persa