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Normativa e incentivi 30 luglio 2026 · di Chiara Di Vaio

Trasparenza retributiva 2026: cosa cambia e come scrivere gli annunci

Dal 7 giugno 2026 negli annunci va indicata la retribuzione o la fascia, e non puoi più chiedere quanto guadagnava prima il candidato. La guida pratica per chi assume.

Trasparenza retributiva 2026: cosa cambia e come scrivere gli annunci

“Retribuzione commisurata all’esperienza.” Quante volte l’hai scritto in un annuncio? Da giugno non puoi più: dal 7 giugno 2026 è in vigore il decreto sulla trasparenza retributiva, e ora nell’annuncio devi mettere la cifra, o almeno una fascia. E non puoi più chiedere al candidato quanto guadagnava prima. Vale per tutte le aziende, anche se hai tre dipendenti.

Sembra l’ennesimo vincolo. In questa guida ti spiego cosa cambia davvero, come scrivere una fascia retributiva fatta bene (che è la parte dove sbagliano quasi tutti) e perché, se sai usarla, questa regola ti fa risparmiare tempo invece di togliertelo.

Cosa dice la norma, senza legalese

Il riferimento è il D.lgs. 96 del 7 maggio 2026, che recepisce in Italia una direttiva europea sulla parità e la trasparenza delle retribuzioni. Per chi assume, si riduce a due obblighi:

  • Nell’annuncio ci va la retribuzione, iniziale o come fascia. Non serve la cifra al centesimo, basta una forbice chiara.
  • Non puoi più chiedere quanto guadagnava prima il candidato. Né tu al colloquio, né un’agenzia per conto tuo, né in un form.

Poi ci sono le parti che riguardano chi già lavora con te: ogni dipendente può chiederti il proprio livello retributivo e la media, distinta per genere, di chi fa lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. E le clausole contrattuali che vietano ai dipendenti di dirsi lo stipendio da giugno sono nulle.

Perché a me questa regola piace (e non scherzo)

Per anni ho letto annunci pieni di “ambiente dinamico” e, appunto, “retribuzione commisurata all’esperienza”. Sai cosa producono? Cento candidature, novanta fuori target. Giornate passate a leggere CV di gente che voleva il doppio del budget, o la metà. E il venditore bravo, quello che ti serviva davvero, un annuncio senza numeri non lo apre nemmeno.

Mettere la cifra ribalta la cosa. Filtra i candidati al posto tuo: chi non è in linea con quella fascia non si candida, e tu smetti di bruciare mezze giornate in colloqui che non porteranno a niente. È esattamente quello che consigliamo da sempre per gli annunci dei commerciali, dove la parte economica è la prima cosa che un venditore guarda.

E c’è un messaggio implicito che vale più di mille “azienda solida”: un annuncio che dice quanto si guadagna comunica che non hai niente da nascondere. In un mercato dove i candidati bravi possono scegliere, è un motivo in più per rispondere a te.

Come scrivere la fascia retributiva (la parte che sbagliano tutti)

Qui casca l’asino. La norma non fissa un’ampiezza massima, ma chiede buona fede: la fascia deve dare un’informazione utile, non essere un modo elegante per non dire niente. Qualche regola pratica che uso:

  • Ruolo a stipendio fisso (impiegato, addetto, tecnico): una forbice del 10-15% è credibile. Esempio: “RAL 28.000-32.000 € lordi annui”. Una forbice di 15.000 € su un impiegato non è una fascia, è un trucco, e prima o poi qualcuno la nota.
  • Ruolo con parte variabile (commerciale, agente): non basta un numero, indica la struttura. Esempio: “Fisso 1.400 €/mese + provvigioni non a tetto” oppure “RAL a target 35.000-45.000 € tra fisso e variabile”. Per un agente a P.IVA: percentuale di provvigione, eventuale fisso di garanzia, rimborsi.
  • Sempre il lordo annuo (RAL). È lo standard, evita i fraintendimenti tra lordo e netto e ti mette al riparo da discussioni.
  • Parti dal mercato, non dal desiderio. La fascia giusta è quella che paga il mercato per quel ruolo e quella zona, non “quanto vorrei spendere io”. Se spari basso per abitudine, i bravi non ti scrivono e basta.

Cosa scrivere al posto delle solite formule vaghe

Le frasi generiche non solo non sono più a norma: non hanno mai funzionato. Ecco come tradurle:

  • “Retribuzione commisurata all’esperienza” diventa “RAL 30.000-34.000 € lordi annui”.
  • “Ottimo pacchetto retributivo” diventa “Fisso 1.400 €/mese + provvigioni, media dei nostri agenti 2.500-3.500 €/mese”.
  • “Fisso + provvigioni” diventa il numero del fisso e la percentuale reale.

Non è un caso che siano tutte più corte e più chiare. Dire la cifra non ti espone: ti fa arrivare le persone giuste.

”Ma quindi devo fare anche il report sul divario retributivo?”

Quasi certamente no, se sei una PMI. L’obbligo di rendicontazione periodica scatta solo sopra certe soglie e più avanti nel tempo: dal 2027 per le aziende con 150 dipendenti o più, dal 2031 per quelle tra 100 e 149. Sotto i 100 dipendenti, per ora, il report non ti riguarda.

L’obbligo sull’annuncio e il divieto di chiedere lo storico, invece, valgono da subito e per tutti. Anche per la micro impresa.

Gli errori da non fare

  • La fascia finta-larga. “20.000-45.000 €” non informa nessuno e va contro lo spirito della norma. Meglio una forbice stretta e onesta.
  • Chiedere lo stipendio “così, per capirci” durante il colloquio. Il divieto vale anche se lo fai in modo informale o lo fa il selezionatore per te.
  • Dimenticare la parte variabile. Per un commerciale, indicare solo il fisso e tacere sulle provvigioni è mezza informazione: proprio quella che il candidato cerca.
  • Copiare la fascia da un annuncio vecchio senza guardare quanto paga oggi il mercato. Le retribuzioni si muovono, i tuoi annunci no.

Cosa sistemare oggi, in pratica

Tre mosse e sei a posto per tutte le ricerche future:

  1. Aggiungi la fascia ai tuoi annunci, con i criteri di sopra.
  2. Togli la domanda sullo stipendio precedente dai form di candidatura, dagli screening e dalle tracce di colloquio.
  3. Aggiorna i template una volta. Se usi lo stesso schema da anni, sistemalo adesso e non ci pensi più.

Se scrivere annunci a norma, con la fascia giusta e senza le domande che non puoi più fare, è una rogna che preferisci non gestire, è una delle cose che facciamo noi per le aziende con cui lavoriamo: costruiamo l’annuncio, lo pubblichiamo sui tuoi canali e ti arriva solo la rosa già filtrata. Se vuoi, guarda come funziona o prenota una chiamata.

Domande frequenti

Da quando è obbligatorio indicare la retribuzione negli annunci?

Dal 7 giugno 2026, con l’entrata in vigore del D.lgs. 96/2026. L’obbligo vale per gli annunci di tutte le aziende, a prescindere dal numero di dipendenti.

Posso ancora chiedere al candidato quanto guadagna adesso?

No. Il decreto vieta di chiedere informazioni sulla retribuzione attuale o passata del candidato, anche in modo informale o tramite un’agenzia.

Quanto può essere ampia la fascia retributiva?

La norma non fissa un limite preciso, ma chiede buona fede: deve essere un’informazione utile. Su un ruolo a stipendio fisso una forbice del 10-15% è ragionevole; una forbice enorme che di fatto non dice nulla va contro lo spirito della legge.


Fonte: D.lgs. n. 96 del 7 maggio 2026, in attuazione della Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva. Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza legale o del lavoro sul tuo caso specifico.

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