Il colloquio racconta un curriculum
Quello che non racconta è come quella persona lavora davvero quando la pressione sale, e se si incastra con il team che hai già. Con Soft Lab Zone quella parte si misura, e diventa il criterio con cui cerchiamo.
Realtà virtuale e sensori EEGMelegnano, Milano
Venti minuti, seduti
Non serve preparazione e non c'è niente da studiare prima. Si indossa il visore, i sensori stanno dietro l'orecchio, e si attraversano le quattro situazioni una dopo l'altra mentre la lettura va avanti da sola.
Alla persona non viene chiesto di raccontarsi, che è la parte in cui un colloquio si fa ingannare più facilmente.
Quattro situazioni di lavoro, dentro un visore
La persona attraversa quattro scene brevi che riproducono condizioni di lavoro vere, mentre i sensori leggono quello che succede sotto la superficie.
Individuale
Gestire un'attività complessa da soli, tenendo insieme tempo, strategia e concentrazione.
Team
Seguire le indicazioni di un'altra persona e incorporare i suoi rimandi mentre si lavora.
Analitico
Trasformare informazioni sparse in un risultato ordinato, con il tempo che stringe.
Relazionale
Ascoltare, tenere a mente e gestire più contenuti nello stesso momento.
Cosa si legge, alla fine
Dove il team dà il meglio
E dove invece è scoperto: non per giudicarlo, ma per sapere che cosa gli manca davvero.
Il dettaglio per situazione
Apertura, capacità di restare sul pezzo, gestione della pressione e della fatica mentale, una situazione alla volta.
La tenuta nel tempo
Se le prestazioni restano stabili quando la pressione sale, oppure calano. È la parte che un colloquio non vede mai.
Un manager non entra in un'azienda, entra in un team
Il protocollo di selezione
Quando cerchiamo una figura abbiamo un percorso nostro: costruiamo una campagna su misura per quel ruolo, filtriamo le candidature con criteri decisi prima, e guardiamo anche la parte attitudinale e non solo il mestiere. Alla fine sappiamo dire se quella persona sa fare il lavoro.
Quello che da soli non vediamo è il posto in cui quella persona va a finire.
Il team che c'è già
Un team è fatto di persone diverse, con equilibri che nessuno ha mai messo su carta. Misurandolo si scopre dove regge e dove è scoperto, e quindi che tipo di persona lo completa davvero invece di sovrapporsi a chi c'è.
La stessa misurazione serve anche a chi resta: sapere come lavora il proprio gruppo è già metà di un percorso di crescita.
Come si incastrano, con un esempio
Mettiamo che tu debba assumere un manager. Noi apriamo la ricerca come sempre e arriviamo a dire chi è bravo. Loro nel frattempo misurano il team che quel manager dovrà guidare, e restituiscono di che cosa quel gruppo ha bisogno: più spinta, più tenuta sotto pressione, più capacità di tenere insieme persone che vanno per conto loro.
Quei due criteri si incrociano, e la ricerca smette di cercare il manager migliore in assoluto per cercare quello giusto per quel contesto. Nello stesso giro il team ha fatto un percorso suo, perché si è visto da fuori per la prima volta.
È il motivo per cui questa partnership esiste: da soli sapremmo dire se una persona è brava, non se è la persona giusta per quelle otto che già ci sono.
Chi fa cosa, nell'ordine
Si misura il team che c'è già
Soft Lab ZoneUna sessione di circa venti minuti con le persone chiave del team, con visore e sensori. Non è un test da superare e non c'è un voto.
Il profilo del team diventa il brief
Soft Lab Zone e noiDalla misurazione esce di che cosa quel team ha bisogno per completarsi. Quel bisogno diventa il criterio di ricerca, al posto dell'identikit immaginato a tavolino.
Cerchiamo la persona su quel criterio
NoiDa qui in avanti è il nostro lavoro di sempre: annuncio, campagne, filtro delle candidature e colloqui, con in mano un criterio costruito sui dati del team invece che su un'impressione.
Due cose da sapere prima di chiedercelo
Le fatture restano separate. La misurazione è un loro servizio e la ricerca è il nostro: ognuno risponde di quello che fa. Quello che cambia è che l'azienda ha davanti un percorso solo, invece di due fornitori che non si parlano.
Non misura le emozioni, e non è un dettaglio. L'AI Act vieta i sistemi che inferiscono stati emotivi sul luogo di lavoro. Nel contratto che abbiamo firmato Soft Lab Zone dichiara e garantisce che la sua tecnologia non lo fa: misura carico cognitivo, attenzione, latenza decisionale e propensioni comportamentali.
Vuoi sapere di cosa ha bisogno il tuo team?
Si parte da una chiamata: capiamo se ha senso misurare, quante persone coinvolgere e cosa ne verrebbe fuori. Se non ha senso, te lo diciamo.
Parliamone