Incentivi assunzioni 2026: quanto valgono e perché sul commerciale spesso non si applicano
Bonus Giovani, Donne e ZES arrivano a 800 euro al mese di sgravio. Ma valgono solo sul lavoro subordinato: se assumi agenti di commercio, il conto cambia.
Fino a 12.000 euro in due anni. Tanto vale, nel caso più favorevole, l’esonero contributivo pieno su un’assunzione under 35 (500 € al mese per 24 mesi). Su una lavoratrice svantaggiata nel Mezzogiorno, con la maggiorazione ZES, si arriva fino a 19.200 €. Sono cifre che cambiano un budget, e infatti nel 2026 ogni imprenditore che incontro me le nomina.
Poi arriva la domanda che chiude il discorso: e se assumo un agente di commercio? Lì il bonus non c’è. Non perché ci sia un cavillo, ma perché queste misure abbattono i contributi previdenziali del datore di lavoro, e su un agente a partita IVA quei contributi il datore non li paga.
Vale la pena capire bene il perimetro, perché è la differenza tra costruire un piano di assunzioni sui numeri veri e costruirlo su un risparmio che non arriverà mai.
Cosa c’è sul piatto nel 2026
Il quadro nasce dal decreto legge 30 aprile 2026 n. 62 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 99, in vigore dal 1° maggio), intitolato alle misure urgenti su salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale. L’INPS ha dato le istruzioni operative con tre circolari, tutte del 14 maggio 2026, e ha aperto i moduli telematici per le istanze con i messaggi nn. 1966, 1968 e 1970, tutti dell’11 giugno: uno per ciascuna misura.
| Misura | Chi si assume | Sgravio massimo | Durata |
|---|---|---|---|
| Bonus Giovani (circ. 55/2026) | Under 35 senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da 6 mesi in presenza delle condizioni di svantaggio previste dalla normativa UE | 100% dei contributi datoriali, fino a 500 €/mese (650 € nella ZES unica) | 24 mesi per i molto svantaggiati, 12 mesi negli altri casi |
| Bonus Donne (circ. 57/2026) | Lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate | 100% dei contributi datoriali, fino a 650 €/mese (800 € nella ZES unica) | fino a 24 mesi |
| Bonus ZES (circ. 56/2026) | Over 35 disoccupati da almeno 24 mesi, presso datori con non più di 10 dipendenti nella ZES unica | 100% dei contributi datoriali, fino a 650 €/mese | 24 mesi |
Tutte e tre hanno in comune due condizioni che è meglio leggere prima di firmare, non dopo.
La prima è l’incremento occupazionale netto: l’organico deve crescere davvero rispetto ai dodici mesi precedenti. Assumere per sostituire chi se n’è andato non basta.
La seconda è la novità politica del decreto, il cosiddetto salario giusto: l’accesso ai benefici è legato al pagamento di una retribuzione almeno pari al trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi. Tradotto: lo Stato ti paga i contributi se paghi la persona come si deve. Non puoi prenderti lo sgravio e stare sotto il contratto.
C’è poi un terzo passaggio, che sta diventando l’inghippo dell’autunno, ed è la pubblicazione della posizione sul portale SIISL: ne abbiamo scritto qui, perché la data che circola non è quella vera.
Il punto che riguarda chi cerca commerciali
Adesso la parte che nei riepiloghi non trovi quasi mai.
Questi esoneri agiscono sui contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Esistono dentro un rapporto di lavoro subordinato: assumi, apri una posizione, versi i contributi, e lo Stato te li abbuona entro un tetto.
L’agente di commercio non è un lavoratore subordinato. È un professionista con partita IVA che opera su mandato, e la sua previdenza passa dall’Enasarco, con contributi ripartiti fra preponente e agente secondo le regole del settore. Non c’è la posta contributiva che questi bonus azzerano, quindi non c’è niente da azzerare.
Conseguenza pratica per un’azienda che deve costruire una rete vendita: la scelta fra agente e dipendente non si decide guardando gli incentivi, perché gli incentivi pesano solo su un ramo dell’alternativa. Si decide su come vuoi che lavori quella persona, su quanto controllo ti serve, e su chi si prende il rischio del risultato. Ne abbiamo fatto una guida a parte: agente di commercio o venditore dipendente, come si sceglie davvero.
Il caso in cui il bonus torna in gioco è quello del venditore assunto: un commerciale interno, un inside sales, un junior che affianchi la rete. Lì l’assunzione a tempo indeterminato di un under 35 che rientra nei requisiti vale davvero qualche migliaio di euro di contributi risparmiati in due anni.
Rastrello.
(No, non c’entra niente con gli sgravi. L’ho scritto apposta: quando in un articolo di normativa spunta una parola fuori posto, vuol dire che dietro c’è una persona che l’ha scritto, non un generatore di riepiloghi. Ne metto una diversa ogni volta.)
Tre errori che vedo fare con gli incentivi
Primo: costruire il budget sul bonus. Il risparmio contributivo è un aiuto, non è il motivo per aprire una posizione. Se una figura non si ripaga senza sgravio, con lo sgravio si ripaga solo per ventiquattro mesi, e poi ti resta il costo pieno con lo stesso dubbio di prima.
Secondo: scoprire i requisiti dopo aver scelto la persona. L’incremento occupazionale netto, i mesi di disoccupazione del candidato, l’assenza di licenziamenti recenti: sono condizioni che si verificano prima di iniziare la ricerca, perché possono cambiare la figura che cerchi. Farlo dopo il colloquio significa scegliere fra rinunciare al bonus e rinunciare alla persona.
Terzo: lasciare che sia il bonus a scegliere il candidato. È l’errore più costoso di tutti. Un venditore sbagliato costa molto più di quanto qualunque esonero possa restituirti, fra stipendio, tempo, clienti bruciati e mesi persi. Sull’assunzione decide chi vende meglio, non chi ha l’anagrafica più conveniente.
Cosa fare adesso
Le finestre di queste misure sono dentro il 2026, quindi settembre e ottobre sono il momento in cui ha senso muoversi, non dicembre.
Ordine giusto delle cose: prima decidi che figura ti serve e con che forma contrattuale, poi verifichi con il consulente del lavoro se quella specifica assunzione rientra in una delle tre misure, poi apri la ricerca. Mai il contrario.
E se la figura che ti serve è commerciale, il problema vero raramente è il costo del contributo: è che i bravi venditori non rispondono agli annunci. Su quello gli incentivi non possono niente, e ci vuole un processo.
Se vuoi capire come impostarlo sulla tua prossima ricerca, prenota una chiamata.
Fonti: D.L. 30 aprile 2026 n. 62 (GU Serie Generale n. 99 del 30 aprile 2026), in vigore dal 1° maggio 2026; circolari INPS n. 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026; messaggi INPS n. 1966, 1968 e 1970 dell’11 giugno 2026. Articolo informativo aggiornato al 1° settembre 2026: importi, requisiti e finestre vanno sempre verificati con il proprio consulente del lavoro sul caso concreto.
Ogni settimana senza un sistema è una settimana persa