La sfida
Nuudetape, e-commerce moda e beauty guidato da Ginevra, cresce con le collaborazioni con le influencer: trovarle, contattarle, chiudere gli accordi. Serviva una figura che sul mercato del lavoro non esiste con un nome preciso, un mix tra social, marketing e vendita, impossibile da cercare per titolo. È il classico caso in cui un'agenzia di selezione va in difficoltà: se il ruolo non ha un nome, non sai nemmeno cosa scrivere nella ricerca.
Il nostro intervento
Prima di cercare, abbiamo ricostruito il ruolo da zero: competenze, attitudini e scenari reali del lavoro quotidiano. Il test di selezione non era teoria ma situazioni vere: «una creator da 80.000 follower pubblica un contenuto senza taggare il brand: cosa fai?». Una domanda così ti dice in trenta secondi se la persona capisce il lavoro, molto più di un curriculum.
Poi il funnel: pagine candidatura sul sito, form di raccolta e screening AI che analizzava in automatico sia le risposte scritte sia i video di presentazione. Un esempio concreto di cosa significa: una candidata ha caricato come video di presentazione una GIF con sopra una parolaccia. Il sistema l'ha scartata da solo. Zero minuti del tempo di Ginevra, che non l'ha nemmeno mai vista. Moltiplicalo per decine di candidature fuori target ed è lì il risparmio vero: non i soldi, il tempo dell'imprenditrice.
Infine il test dei canali: per questo ruolo LinkedIn batteva Meta, quindi tutto il budget è andato lì, circa 10€ al giorno. Il canale giusto dipende dal ruolo, non dalle abitudini: lo abbiamo scoperto testando, non indovinando.
“7 colloqui qualificati in 3 settimane per un ruolo di nicchia. Pensavo fosse impossibile trovare quella figura.”
Il risultato
40 candidature qualificate, 11 arrivate ai test a scenari reali, 7 colloqui già filtrati nelle prime tre settimane (una decina in totale) e 1 assunzione, con un budget pubblicitario totale sotto i 600€: per un ruolo che un'agenzia avrebbe faticato anche solo a definire, e che sarebbe costato tra i 5.000€ e gli 8.000€ di fee. La spesa in ads si è ripagata con la prima settimana di lavoro della persona assunta.
E la parte più importante: tra i candidati c'erano anche profili senior. La scelta facile era prendere uno di loro. Ginevra ha fatto l'opposto: ha scelto una junior da formare da zero, per trasmetterle il proprio metodo invece di correggere abitudini già consolidate. Una scelta per potenziale, non per disperazione: te la puoi permettere solo quando il sistema ti porta abbastanza candidati buoni tra cui scegliere. È questa la libertà che un sistema di selezione ti compra.