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Lavorare nelle vendite 8 ottobre 2026 · di Chiara Di Vaio

Agente plurimandatario: Enasarco 2026, preavviso e mandati giusti

Agente plurimandatario: cos'è, differenze col monomandatario, minimali e massimali Enasarco 2026, preavviso, esclusiva e come scegliere mandati che si aiutano.

Ci sono 6 posizioni aperte per agenti di commercioVedi

L’agente plurimandatario è un agente di commercio che lavora per più aziende (preponenti) nello stesso periodo, di solito con prodotti che non si fanno concorrenza. Rispetto al monomandatario ha più fonti di provvigione, ma minimali Enasarco diversi, preavvisi più corti e un lavoro in più: tenere in equilibrio i mandati.

Qui approfondisco un punto che nella guida su cosa fa l’agente di commercio avevo solo accennato. Prima le regole, poi la parte pratica: come si mettono insieme mandati che si aiutano e quando uno in più ti fa perdere soldi. Dal lato di chi seleziona agenti per le aziende e legge la tua lista di mandati prima di presentarti.

Agente plurimandatario o monomandatario: la differenza in una tabella

Lo scrive il contratto: il monomandatario si impegna a lavorare per un solo preponente, il plurimandatario no. Da quella riga dipende parecchio.

MonomandatarioPlurimandatario
Per chi lavoriUna sola aziendaPiù aziende, di regola non concorrenti
Massimale provvigionale Enasarco 2026, per rapporto45.717 €30.478 €
Minimale contributivo Enasarco 2026, per rapporto1.026 € l’anno515 € l’anno
Preavviso se recede l’azienda (AEC Commercio)da 5 a 8 mesida 3 a 6 mesi
Preavviso se recedi tu (AEC Commercio)5 mesi3 mesi
FIRR, scaglione al 4% (AEC Commercio)fino a 24.000 €fino a 12.000 €
Il rischio veroDipendi da un solo cliente: l’aziendaTi disperdi su troppi fronti

Preavviso e FIRR valgono per i contratti che richiamano l’Accordo Economico Collettivo (AEC) del commercio. Il settore industria ha un accordo suo: controlla quale cita il tuo contratto.

Cosa cambia su Enasarco per il plurimandatario

L’aliquota è la stessa per tutti: 17%, di cui 14% di previdenza e 3% di solidarietà (Enasarco). Metà è a carico tuo (8,5%) e metà dell’azienda, che versa tutto e ti trattiene la tua parte sulle provvigioni (Euroconference News).

Cambiano minimali e massimali, che valgono per ciascun rapporto di agenzia (Enasarco, minimali e massimali 2026). Con tre mandati hai tre rapporti, ognuno con il suo minimale e il suo massimale.

Due conseguenze pratiche:

  • Il massimale è più basso. Su ogni mandato, le provvigioni oltre 30.478 € l’anno non pagano contributi. Il contributo massimo per rapporto è quindi il 17% di 30.478 €, cioè 5.181,26 €, di cui la tua metà vale 2.590,63 €. Meno contributi oggi, meno pensione Enasarco domani.
  • Il minimale pesa sull’azienda. Se un rapporto produce provvigioni, anche poche, il minimale è dovuto. Quando il contributo di un trimestre resta sotto il minimale trimestrale (128,75 € per il plurimandatario), la differenza la versa l’azienda a suo esclusivo carico (FAQ Enasarco). Tradotto dal lato di chi seleziona: un mandato su cui fatturi quasi niente costa alla mandante più di quanto le rende, ed è il primo che viene chiuso.

Preavviso e dimissioni: quanti mesi servono

La base è l’articolo 1750 del codice civile: nel contratto a tempo indeterminato il preavviso minimo va da un mese nel primo anno fino a sei mesi dal sesto anno in poi, scade a fine mese salvo patti diversi, e l’azienda non può darti un termine più corto di quello che chiede a te.

L’AEC Commercio firmato il 4 giugno 2025, in vigore dal 1° luglio 2025, fissa termini più lunghi e diversi tra mono e pluri (Euroconference News, Norton Rose Fulbright):

Anzianità del contrattoSe recede l’azienda: monomandatarioSe recede l’azienda: plurimandatario
Fino a 3 anni5 mesi3 mesi
Dal 4° anno6 mesi4 mesi
Dal 5° anno7 mesi5 mesi
Dal 6° anno in poi8 mesi6 mesi

Se invece dai tu le dimissioni, l’accordo prevede 3 mesi per il plurimandatario e 5 per il monomandatario. Se non li rispetti, devi tanti dodicesimi delle provvigioni dell’anno precedente quanti sono i mesi di preavviso dovuti.

Su un rapporto lungo i minimi del codice arrivano a sei mesi: prima di mandare la lettera fatti fare il conto da un consulente o dalla tua associazione di categoria. Il lato buono del plurimandato è che ogni contratto vive per conto suo: lasciarne uno non tocca gli altri.

Esclusiva e mandati concorrenti: dove si inciampa

L’articolo 1743 del codice civile dice due cose: l’azienda non può usare più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo, e tu non puoi trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di imprese in concorrenza tra loro. Per la Cassazione le parti possono modificarla, quindi il tuo contratto può stringerla o allargarla: leggilo.

Poi c’è quello che resta dopo. Il patto di non concorrenza post contrattuale (art. 1751-bis) va fatto per iscritto, dura al massimo due anni, riguarda la stessa zona, clientela e genere di prodotti, e ti dà diritto a un’indennità. Prima di firmare un mandato nuovo, rileggi i patti di quelli vecchi. E nel dubbio su cosa sia “concorrente”, chiedilo per iscritto alla mandante: una mail oggi costa meno di una contestazione fra un anno.

Come si compone un portafoglio di mandati che si aiutano

Il criterio è uno: stesso cliente, prodotti diversi. I mandati buoni si danno una mano a vicenda (lo so, detto così sembra la gita delle medie, ma è esattamente quello che succede quando funzionano). Fai questa prova: prendi la lista dei tuoi clienti e conta quanti comprerebbero da tutti i tuoi mandati. Più sono, più il portafoglio regge.

Nel concreto, un portafoglio sano ha:

  • La stessa porta. Una visita, più ordini. Se due mandati ti mandano da clienti diversi, non hai un portafoglio: hai due lavori.
  • Prodotti che si chiamano. Quello che vendi con un mandato rende più facile vendere l’altro, perché risolve il pezzo successivo del problema del cliente.
  • Un mandato che apre le porte. Di solito ce n’è uno forte, il motivo per cui il cliente ti riceve. Gli altri riempiono la visita.
  • La stessa zona. Un mandato a cento chilometri dal tuo giro ti costa giornate prima di farti fatturare.

Quando un mandato in più ti fa perdere soldi

Un mandato si valuta da quanto rende ogni giornata che ci metti, non dalla percentuale. Un esempio con numeri inventati, solo per vedere il conto.

Il tuo mandato principale ti dà 48.000 € di provvigioni in un anno su circa 180 giornate di visita: circa 266 € a giornata. Te ne propongono uno nuovo da 6.000 € l’anno, ma tra visite, formazione, listini e report ti chiede un giorno a settimana, circa 45 giornate. Fa circa 133 € a giornata. Se quelle 45 giornate le togli al principale, rinunci a circa 12.000 € per guadagnarne 6.000.

I segnali che quel mandato in più è un costo:

  • ti porta da clienti che oggi non visiti, quindi giornate nuove invece di visite più ricche;
  • è vicino a un concorrente di un mandato che hai già, e ti espone sull’esclusiva;
  • il contratto ha obiettivi minimi che non sai se raggiungerai;
  • sai già che ci dedicherai le briciole: la mandante se ne accorge, e un rapporto che non produce è il primo a saltare.

Per valutare un mandato prima di firmarlo ho scritto una lista di domande in dove trovare offerte di lavoro come agente di commercio.

I numeri del netto li trovi in quanto guadagna un agente di commercio.

Cosa guarda un’azienda quando si candida un plurimandatario

Quando un plurimandatario si candida su una nostra ricerca, guardiamo questo:

  1. La lista dei mandati, con i nomi. Quali, da quando, in che zona. Chi resta vago preoccupa più di chi ne ha tanti.
  2. Se c’è un concorrente. È il primo controllo. Un mandato concorrente non dichiarato chiude la candidatura.
  3. Se il nuovo mandato si incastra. Se i tuoi mandati parlano già allo stesso cliente del nostro, il prodotto diventa un’aggiunta naturale alla tua visita. Se sono sparsi, la mandante teme di finire in fondo alla borsa. E dicci quante giornate al mese puoi dedicarle davvero.
  4. Quanto durano i mandati. Mandati lunghi raccontano aziende contente. Tanti mandati corti uno dietro l’altro fanno nascere domande.
  5. I numeri per mandato. Clienti aperti e fatturato sviluppato, separati per azienda. Il totale non dice chi tira e chi no.

Hai già i tuoi mandati e cerchi quello che si incastra?

Le posizioni aperte per agenti di commercio le trovi qui sotto. Se non c’è quella giusta adesso, lasciaci il profilo e la lista dei tuoi mandati: quando un’azienda apre una ricerca che si incastra con il tuo portafoglio, ti presentiamo noi.

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Le ricerche aperte per agenti sono in bacheca.

Domande frequenti

Cosa significa agente plurimandatario?

È un agente di commercio con più contratti di agenzia insieme, con aziende di regola non concorrenti. Il monomandatario si impegna a lavorare per una sola azienda.

Quali sono minimale e massimale Enasarco 2026 per il plurimandatario?

Per ciascun rapporto di agenzia: massimale provvigionale di 30.478 € l’anno e minimale contributivo di 515 € l’anno (128,75 € a trimestre). Per il monomandatario sono 45.717 € e 1.026 €. L’aliquota è il 17%, metà a tuo carico.

Qual è il preavviso per le dimissioni di un agente plurimandatario?

Con l’AEC Commercio in vigore dal 1° luglio 2025 sono 3 mesi (5 per il monomandatario). Su un rapporto lungo fai verificare il conto: i minimi del codice civile arrivano a sei mesi.

Un plurimandatario può avere mandati concorrenti?

Di regola no: l’articolo 1743 del codice civile vieta di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo affari di imprese in concorrenza. Le parti possono accordarsi diversamente: meglio che sia scritto nel contratto.

Quanto guadagna un agente di commercio plurimandatario?

Non ha uno stipendio: guadagna provvigioni su ogni mandato. Il massimale Enasarco non è un tetto al guadagno, limita solo le provvigioni su cui si pagano i contributi.

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