Quanto guadagna un agente di commercio: dal lordo al netto vero
Quanto guadagna un agente di commercio? Dalle provvigioni al netto: Enasarco 2026, FIRR, INPS, forfettario o ordinario, auto. Con un conto passo passo.
Un agente di commercio guadagna una percentuale su quello che vende, e il numero che conta non è la provvigione lorda: è quello che resta dopo Enasarco, INPS, tasse e auto. Nell’esempio di questo articolo 40.000 euro di provvigioni diventano circa 28.200 euro prima delle spese, e circa 20.200 dopo l’auto.
Non è una media di mercato. Medie affidabili sui redditi degli agenti, con una fonte seria dietro, non ne ho trovate: chi ti dà una cifra secca di solito ti sta vendendo un corso. Quello che trovi qui è un conto, con i valori 2026 e le ipotesi scritte in chiaro, che puoi rifare con i tuoi numeri.
Se parti da zero e vuoi prima capire cosa fa un agente e quali requisiti servono, comincia dalla guida su cosa fa l’agente di commercio. Qui si parla solo di soldi.
Da cosa dipende quanto guadagna un agente di commercio
Due agenti con la stessa percentuale possono chiudere l’anno con redditi lontanissimi. Le leve vere sono queste:
- Il prodotto e il settore. Una provvigione alta su un prodotto che nessuno compra vale zero. Conta quanto si vende, e quanto spesso il cliente riordina.
- Il portafoglio. Chi arriva con clienti già suoi parte dal secondo anno. Chi parte da zero passa i primi mesi a costruire.
- Mono o plurimandatario. Con più mandati moltiplichi le fonti di provvigione, e cambiano anche i tetti di Enasarco e del FIRR (li vedi sotto).
- Fisso, anticipi e rimborsi. Un minimo garantito resta tuo. Un anticipo provvigionale invece è un acconto sulle provvigioni future: se a fine periodo hai maturato meno, il contratto dice se e come lo restituisci. Leggilo prima di firmare.
- Quando matura la provvigione. Per il Codice civile, art. 1748, salvo patti diversi ti spetta quando la mandante ha eseguito la prestazione, e al più tardi quando il cliente ha pagato o avrebbe dovuto. Se il cliente non paga, una provvigione che contavi di avere può non arrivare.
Le voci che si mangiano la provvigione (valori 2026)
Prima del conto, la mappa. Questi valori valgono per l’agente che lavora come ditta individuale.
| Voce | Quanto, nel 2026 | Chi la paga |
|---|---|---|
| Enasarco | 17% delle somme dovute dal mandato | 8,5% tu, 8,5% la mandante |
| Massimale provvigionale Enasarco | 45.717 euro mono, 30.478 euro pluri, per mandato | oltre il tetto non si versa |
| Minimale Enasarco | 1.026 euro mono, 515 euro pluri, per mandato | se le provvigioni non bastano, integra la mandante |
| FIRR | a scaglioni, 4%, 2% e 1% | tutto la mandante, lo incassi a fine mandato |
| INPS Gestione commercianti | 24,48% del reddito, minimale 18.808 euro | tu |
| Imposta nel forfettario | 15% (5% per cinque anni se hai i requisiti) | tu |
Fonti: aliquota e ripartizione Enasarco su EC News, minimali e massimali comunicati da Enasarco e riportati da Assolombarda, integrazione del minimale e FIRR nelle FAQ della Fondazione (contribuzione, FIRR), INPS nella circolare 14 del 9 febbraio 2026, con i valori riepilogati da EC News.
Due dettagli che sorprendono quasi tutti. Il primo: l’Enasarco non si calcola solo sulle provvigioni, ma su tutto quello che ti è dovuto per il mandato, quindi anche rimborsi spese e premi (Assolombarda). Il secondo: oltre a Enasarco, l’agente è iscritto anche all’INPS come commerciante. Sono due casse, e si pagano tutte e due.
Il conto passo passo (è un esempio)
Le ipotesi: agente monomandatario, ditta individuale, regime forfettario al 15%, una mandante, 40.000 euro di provvigioni maturate e incassate nell’anno, nessuna riduzione INPS. Per semplicità tratto i contributi come pagati nello stesso anno: nella realtà acconti e saldi slittano.
- Provvigioni lorde: 40.000 euro. Sei sotto il massimale di 45.717, quindi l’Enasarco si paga su tutto.
- Enasarco a tuo carico: meno 3.400 euro (8,5% di 40.000). Non li versi tu: la mandante te li trattiene in fattura e li paga alla Fondazione.
- Reddito forfettario: 24.800 euro. Per gli intermediari del commercio il coefficiente di redditività è il 62% (tabella dei coefficienti, dalla legge 190/2014): 40.000 per 62%.
- INPS commercianti: meno 6.078,48 euro. La quota fissa sul minimale è 4.611,64 (18.808 per 24,48%, più 7,44 di maternità). Sui 5.992 euro sopra il minimale paghi un altro 24,48%, cioè 1.466,84.
- Imposta: meno 2.298,23 euro. I contributi obbligatori si tolgono dal reddito (Agenzia delle Entrate): 24.800 meno 3.400 meno 6.078,48 fa 15.321,52, e il 15% è 2.298,23.
- Restano 28.223 euro, circa 2.350 al mese su dodici mesi.
- Ora l’auto. Nel forfettario le spese vere non si scaricano. Se tra auto, carburante, autostrade e telefono spendi 8.000 euro l’anno (ipotesi: rifalla sui tuoi chilometri), restano circa 20.200 euro, 1.685 al mese.
Tre cose che il conto non mostra:
- Il FIRR. A parte, la mandante accantona per te un’indennità che incassi a fine mandato, con una ritenuta del 20%. Con l’accordo economico collettivo del commercio, dal 2026 un monomandatario prende il 4% fino a 24.000 euro, il 2% fino a 36.000 e l’1% oltre (Norton Rose Fulbright). Su 40.000 euro fanno 1.240 euro l’anno. Se la mandante applica l’accordo dell’industria, gli scaglioni cambiano.
- Il 5%. Se hai i requisiti per l’aliquota ridotta, l’imposta scende a circa 766 euro.
- La riduzione INPS. I forfettari possono chiedere uno sconto del 35% sui contributi INPS: paghi meno oggi, ma accumuli meno per la pensione.
Forfettario o ordinario: quale conviene a un agente di commercio?
Nel forfettario non applichi l’IVA, le mandanti non ti fanno la ritenuta d’acconto e paghi un’imposta unica. Ma le spese vere non contano: il fisco presume che tu spenda il 38% delle provvigioni (100 meno 62), qualunque cosa succeda. Ci entri se l’anno prima sei rimasto entro 85.000 euro di incassi, e oltre i 100.000 ne esci nell’anno stesso (Agenzia delle Entrate).
Nell’ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni più le addizionali, ma scarichi i costi reali. E l’agente sull’auto ha un trattamento migliore di quasi tutti gli altri: deduce l’80% dei costi, con un tetto sul prezzo d’acquisto di 25.822,84 euro (art. 164 del TUIR).
La domanda da farti è una: le tue spese vere stanno sotto o sopra quel 38%? Se giri poco, il forfettario parte avvantaggiato. Se macini chilometri ogni giorno, fatti fare il confronto da un commercialista con i tuoi numeri, prima di aprire la partita IVA e non dopo.
Come si legge una fattura di provvigioni
La fattura la emetti tu alla mandante, e quello che ti arriva sul conto è meno del totale. Ecco una fattura trimestrale da 10.000 euro di provvigioni, nei due regimi:
| Voce | Ordinario | Forfettario |
|---|---|---|
| Provvigioni | 10.000 | 10.000 |
| IVA 22% | + 2.200 | non si applica |
| Enasarco a tuo carico (8,5%) | − 850 | − 850 |
| Ritenuta d’acconto (23% sul 50%) | − 1.150 | non si applica |
| Ti arriva sul conto | 10.200 | 9.150 |
La ritenuta d’acconto dell’ordinario non è un costo in più: è un anticipo delle tue tasse, che recuperi in dichiarazione. La regola è nell’art. 25-bis del DPR 600/1973: 23% sulla metà delle provvigioni, cioè l’11,5% effettivo. E l’IVA che incassi non è tua, la riversi.
Le domande sui soldi da fare prima di firmare
Chi seleziona agenti per le aziende, come facciamo noi, vede spesso mandati firmati guardando solo la percentuale. Prima di dire sì, chiedi:
- La provvigione è sul fatturato o sull’incassato? E quando la paghi?
- C’è un fisso? È un minimo garantito o un anticipo da conguagliare?
- I rimborsi sono forfettari o a piè di lista?
- Quale accordo economico collettivo applicate, commercio o industria?
- Quanto fattura in media un agente che lavora con voi da almeno un anno?
Per il resto della valutazione (prodotto, zona, puntualità nei pagamenti) trovi tutto in come capire se un mandato vale.
Se fai l’agente e vuoi che ti presentiamo quando un’azienda apre una ricerca in linea con te, lascia il tuo profilo.
Con più mandati i conti cambiano: guarda agente plurimandatario. Per vedere come si presenta un’offerta con le condizioni scritte, guarda la bacheca. Nel settore immobiliare la provvigione funziona in modo diverso: la spieghiamo in come diventare agente immobiliare.
Domande frequenti
Quanto guadagna un agente di commercio al mese?
Non esiste una cifra media con una fonte affidabile: dipende da provvigioni, settore e portafoglio. Nel nostro esempio, 40.000 euro lordi l’anno diventano circa 2.350 euro al mese prima delle spese e circa 1.685 dopo l’auto.
Quanto paga di Enasarco un agente di commercio nel 2026?
Per una ditta individuale il contributo è il 17% delle somme dovute dal mandato, diviso a metà: 8,5% a carico tuo, trattenuto in fattura, e 8,5% a carico della mandante. Il tetto è di 45.717 euro di provvigioni per i monomandatari e 30.478 per i plurimandatari, per ogni mandato.
Il FIRR lo paga l’agente?
No. Lo versa tutto la mandante a Enasarco, e tu lo ricevi a fine mandato con una ritenuta del 20%.
Conviene il regime forfettario per un agente di commercio?
Spesso sì, se le tue spese reali restano sotto il 38% delle provvigioni, che è la quota di costi che il forfettario presume. Se usi molto l’auto, l’ordinario può convenire: l’agente deduce l’80% dei costi del veicolo.
Le provvigioni dell’agente sono soggette a ritenuta d’acconto?
Nel regime ordinario sì: la mandante trattiene il 23% sulla metà delle provvigioni. Nel forfettario no.
Ogni settimana senza un sistema è una settimana persa