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Lavorare nelle vendite 8 ottobre 2026 · di Chiara Di Vaio

Venditore da remoto: come funziona e quali offerte sono serie

Venditore da remoto: cosa fai ogni giorno, con che contratto lavori, come riconosci un'offerta seria e cosa chiedere prima di dire sì. Lo spiega chi seleziona.

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Il venditore da remoto vende ad altre aziende senza muoversi da casa: telefona, fa videochiamate, segue le trattative in un CRM e chiude contratti. Un’offerta seria ha sempre tre cose scritte: un contratto preciso, un compenso chiaro e qualcuno che ti porta i contatti. Se ne manca una, quasi sempre non è un lavoro da venditore.

Io seleziono venditori per le PMI, e “lavoro vendita da casa” è una delle ricerche dove si trova di tutto: posizioni ottime e proposte che ti chiedono soldi prima ancora di cominciare. Qui rispondo alle domande che mi fanno più spesso i candidati.

Cosa significa venditore da remoto, in pratica?

Significa vendere B2B, cioè ad aziende e professionisti, con il telefono e lo schermo al posto della macchina. Una giornata tipo è fatta di:

  • appuntamenti in videochiamata con titolari, responsabili acquisti o direttori commerciali;
  • chiamate di follow-up a chi ha ricevuto un’offerta e non ha ancora deciso;
  • aggiornamento del CRM: ogni chiamata e ogni passo della trattativa va scritto, perché è lì che si vede come stai andando;
  • preparazione: leggere il sito del cliente prima della call, capire cosa fa e che problema potrebbe avere.

Nelle aziende più strutturate il lavoro è diviso in due. C’è chi apre (fissa gli appuntamenti chiamando o scrivendo a contatti nuovi) e chi chiude (fa la call di vendita e porta a casa il contratto). Nelle PMI capita spesso che il venditore faccia tutte e due le cose. Devi saperlo prima: cambia come passi le ore.

Quello che non è: inoltrare link su WhatsApp ad amici e parenti, o postare prodotti sui social sperando che qualcuno compri.

Venditore da remoto o “vendita da casa”: come le distingui?

Sotto la stessa parola finiscono due mondi diversi. Questa è la tabella che userei io, se fossi dall’altra parte:

Offerta seriaOfferta da guardare con sospetto
Chi vendiAziende, con un prodotto o servizio preciso”A chi vuoi”, partendo da amici e conoscenti
Da dove arrivano i contattiL’azienda ti dà lead, liste o appuntamenti fissatiTe li devi trovare tutti da solo, da zero
ContrattoScritto: dipendente, collaborazione o agenziaVago, o “ne parliamo dopo la formazione”
Soldi da versare tuNessunoKit iniziale, corso a pagamento, quota di iscrizione
Come guadagniFisso e/o provvigioni sulle vendite ai clientiSoprattutto facendo entrare altre persone
ColloquioTi fanno domande, ti mettono alla provaTi fanno solo la presentazione dell’opportunità

Il multilivello non è illegale. La vendita diretta con una rete di incaricati è regolata dalla legge 173 del 2005. È vietata invece la struttura piramidale: quella in cui il guadagno principale viene dal reclutare nuove persone e non dal vendere (art. 5). Però resta un’altra cosa rispetto a un lavoro da venditore B2B.

I soldi chiesti a te sono un campanello. La stessa legge, all’art. 6, indica come indizi di una struttura piramidale proprio l’obbligo di comprare grandi quantità di prodotto senza poterlo restituire, di versare somme rilevanti per entrare o restare, di pagare materiali o corsi che non servono davvero all’attività. E per chi fa il nostro mestiere la regola è netta: le agenzie autorizzate non possono chiedere compensi al lavoratore (art. 11 del D.lgs. 276/2003). Se qualcuno ti chiede di pagare per lavorare, alzati dalla sedia.

Con che contratto lavora un venditore da remoto?

Le strade sono tre, e conviene capire in quale ti stanno proponendo di entrare.

1. Dipendente in smart working. Il lavoro agile è definito dalla legge 81 del 2017 come un modo di svolgere un rapporto di lavoro subordinato, concordato tra le parti, senza vincoli precisi di orario o di luogo. Hai diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei colleghi che fanno lo stesso lavoro in ufficio (art. 20). E dal 7 giugno 2026, con il D.lgs. 96/2026 sulla trasparenza retributiva, un annuncio per un posto da dipendente deve indicare la retribuzione iniziale o una fascia.

Una cosa da sapere: nelle piccole aziende il remoto non è la regola. Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2025 i lavoratori agili in Italia sono circa 3,57 milioni, ma nelle PMI sono calati del 7,7%. Tradotto: spesso “da remoto” in una PMI significa ibrido, con qualche giorno in sede. Chiedilo.

2. Collaborazione con partita IVA. Sei autonomo: organizzi tu tempi e modi, fatturi e paghi i tuoi contributi. Attenzione al confine: se l’azienda ti fissa orari, turni e modalità come a un dipendente, il D.lgs. 81/2015 (art. 2) prevede che a quella collaborazione si applichi la disciplina del lavoro subordinato. Una “partita IVA” con il badge da timbrare non è una partita IVA.

3. Agente di commercio. Il codice civile lo definisce come chi promuove stabilmente, per conto di un’azienda e dietro compenso, la conclusione di contratti in una zona determinata (art. 1742 c.c.). Anche se lavori soprattutto al telefono, resta un’attività con partita IVA ed Enasarco: ne ho parlato in cosa fa un agente di commercio e in come valutare un mandato prima di firmare.

Cosa chiedere prima di accettare

Sono le domande che separano un buon lavoro da sei mesi buttati. Fai caso a come ti rispondono: chi ha un’offerta seria risponde subito e con i numeri.

  • Chi genera gli appuntamenti, e quanti sono a settimana? Lead dal marketing, un setter che li fissa per te, liste da chiamare, oppure niente? Una risposta vaga qui vale come un no.
  • C’è un fisso? Se cerchi un venditore da remoto con fisso, chiedi quanto, per quanto tempo e se resta anche dopo i primi mesi.
  • Come è fatta la provvigione? Su cosa si calcola (venduto, incassato, rinnovi) e quando arriva. Per gli agenti la legge è precisa: le provvigioni maturate vanno pagate entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre in cui sono maturate (art. 1749 c.c.).
  • Quanto vende oggi un venditore medio, da voi? Non il migliore: quello in mezzo.
  • Che strumenti mi date e chi li paga? CRM, numero aziendale, licenze per le videochiamate, computer.
  • Che orari? Se cerchi un venditore da remoto part time, chiedi in quali fasce: con le aziende si parla in orario d’ufficio, e un part time solo serale nel B2B ha poco senso.
  • Chi mi forma e per quanto? Prodotto, script, obiezioni tipiche: chi te le insegna, e chi ascolta le tue prime call.

Come riferimento, in bacheca le offerte hanno zona, inquadramento e fascia scritti.

Cosa guardo quando seleziono un venditore da remoto

Al telefono non hai la stretta di mano né la presenza in sala. Restano tre cose:

  • La voce e l’ascolto. Chi parla sopra al cliente in video lo fa dieci volte peggio. Conta più fare buone domande che avere la risposta pronta.
  • La disciplina. Nessuno ti vede alle 9:00. Ti vede il CRM, e ti vede il cliente che hai promesso di richiamare martedì.
  • La scrittura. Mail di follow-up, messaggi, riepiloghi dopo la call: nel remoto metà della trattativa (quella cosa lenta e un po’ testarda, sì, testarda: chi vende sa che le trattative hanno un carattere) passa per iscritto.

Per prepararti alla selezione:

  1. Metti i numeri nel CV. “Ho gestito 15 appuntamenti a settimana in video, chiudendone circa uno su cinque” dice più di dieci aggettivi. Qui trovi la checklist per un CV che si legge in sei secondi.
  2. Allenati a una simulazione. Molte selezioni serie includono un role play o una prova pratica: una call finta, un’obiezione da gestire, una mail da scrivere. Se non te la fanno fare, chiediti come capiscono se sai vendere.
  3. Tratta il colloquio in video come una call di vendita. Connessione provata, cuffie, luce davanti e non dietro, cinque minuti di anticipo. È la prima cosa che vedono di come lavorerai.
  4. Porta le tue domande. Quelle della lista qui sopra. Un venditore che non fa domande sull’offerta difficilmente ne farà al cliente.

In sintesi

Il venditore da remoto è un lavoro vero quando c’è un contratto chiaro, un compenso che sai leggere e contatti che non devi inventarti da zero. Kit da comprare e guadagni che arrivano reclutando sono un’altra cosa, anche quando l’annuncio usa le stesse parole.

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Domande frequenti

Cosa fa un venditore da remoto?

Vende ad aziende per telefono e videochiamata: appuntamenti, presentazioni, follow-up e trattative, tutto registrato nel CRM. In alcune aziende fissa anche gli appuntamenti, in altre li riceve pronti.

Esistono offerte da venditore da remoto con fisso?

Sì, soprattutto per i contratti da dipendente, dove il fisso c’è sempre e la provvigione si aggiunge. Nelle collaborazioni e nei mandati da agente il fisso può esserci o no: chiedi quanto è, per quanto tempo e a quali condizioni.

Si può fare il venditore da remoto part time?

Sì, ma nel B2B le aziende si chiamano in orario d’ufficio. Un part time funziona se copre fasce in cui i clienti rispondono, di solito la mattina o il primo pomeriggio.

Serve la partita IVA?

Dipende dal contratto. Da dipendente in smart working no. Come collaboratore autonomo o agente di commercio sì, e da agente serve anche l’iscrizione all’Enasarco.

Come riconosco un’offerta di lavoro vendita da casa poco seria?

Se ti chiedono soldi per iniziare (kit, corsi, quote), se il guadagno dipende soprattutto da quante persone fai entrare, o se non ti dicono chi ti porta i contatti, fermati. La legge 173/2005 considera alcuni di questi elementi indizi di una vendita piramidale.

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